Oggi vorrei parlare di alcune convinzioni radicate che girano intorno all’apertura della partita Iva. Voglio rassicurarvi: la partita Iva non è Cerbero: non morde! Al contrario, se saprete maneggiarla con cura vi darà molte soddisfazioni.

Partita Iva: come si apre.

Una volta che avrete capito con quale veste giuridica aprire la vostra partita Iva (ne ho parlato qui: https://bit.ly/2n6fN60) e avete capito come reperire le risorse che vi occorrono (se non lo sapete: https://bit.ly/2o7BaUu) potete rivolgervi ad un Dottore Commercialista, o ad un notaio se si tratta di una società, ed aprire la partita Iva.

Partita Iva: quando va aperta?

Generalmente, la frase che sento più spesso è “Sto per superare i 5.000€ devo aprire partita Iva”.

Bene, volevo dirvi una cosa: NON ESISTE UN LIMITE DI 5.000€ SOTTO IL QUALE SI PUO’ LAVORARE CON PRESTAZIONE OCCASIONALE.

Il limite dei 5.000 € è un riferimento di massima, a mio avviso dannoso.

Non esiste una norma che parli di limite al di sotto del quale non è necessario aprire una posizione Iva. Sapete quando non è necessario aprire la partita Iva? Quando non si svolge l’attività professionale in maniera continuativa.

Ciò che rileva per il Legislatore fiscale è l’abitudinarietà nello svolgimento dell’attività professionale. Esempio: svolgo per sei ore al giorno consulenze per un’azienda. Da questa attività traggo un reddito annuo pari a € 3.000, devo aprire partita Iva? Ovvio che sì (e già che ci sei, rinegozia la parcella).

Al contrario, se si viene retribuiti € 6.000 per svolgere un’attività una sola volta, non dovrò aprire una posizione Iva.

Partita Iva: i costi

Stabilito che la partita Iva va aperta ogni volta che viene svolta un’attività professionale in maniera continuativa, analizziamo i costi da sostenere.

I costi vivi per l’apertura della partita Iva sono relativi all’onorario per il professionista, l’eventuale iscrizione presso la Camera di Commercio o Albi professionali.

Annualmente, i costi saranno quelli relativi al carico fiscale, previdenziale e al rinnovo delle iscrizioni presso gli enti cui sopra.

Affidatevi ad un professionista iscritto presso l’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili istituito a livello provinciale e consultabile anche online, affinché possiate essere seguiti nella comprensione del regime fiscale che state per applicare perché, ricordate sempre, che la pianificazione di un’attività economica parte dal titolare della posizione.

Partita Iva: perché aprirla

La partita Iva fa parte degli attributi essenziali del nostro biglietto da visita, nonché è obbligatorio indicarla se si ha un sito internet.

Possedere un numero di partita Iva indica che l’attività viene svolta in maniera professionale e continuativa nel tempo, insomma siete dei professionisti, anche se non avete un albo di riferimento!

Perché dovreste sminuire le vostre competenze dietro la dicitura “prestazione occasionale”? Se svolgete la mansione come prestazione occasionale, trasmetterete il messaggio che il compito per il quale richiedete un compenso potrebbe essere svolto da chiunque, improvvisando, leggendo qua e là articoli sul web.

Come disse il tenente Aldo Raine ad Hugo Stiglitz in Bastardi senza Gloria:

” Nella fase dello sterminio dei nazisti tu sei in quella amatoriale… ti va di diventare un professionista?”

E voi, volete diventare professionisti?

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